CBT e Insonnia
L’ insonnia è un disturbo piuttosto comune ed un trattamento efficace può rendersi cruciale ai fini del ripristino delle ore di sonno necessarie all’equilibrio psicofisico dell’individuo. E’, per questo, importante essere a conoscenza di tutti i trattamenti possibili contro l’insonnia, compresi quelli completamente privi di effetti collaterali ed alternativi rispetto all’utilizzo di farmaci.
Dormire Bene è Importante
Chi soffre di insonnia può avere un’insonnia transitiva, a breve termine o cronica. Studi affermano che coloro che dormono meno di otto ore non sono in grado di mantenere una soglia di attenzione adeguata. I rimedi farmacologici per riuscire a dormire inoltre hanno degli effetti collaterali che compromettono le facoltà cognitive e mnemoniche. Il sonno dovrebbe essere un processo naturale e non si può indurre o forzare.
Dall’Insonnia al Sonno
I disturbi del sonno si palesano oggi come un fenomeno sempre più dilagante tra la popolazione occidentale e, stando a quanto sostenuto da Helen O’Callaghan le conseguenze di un riposo interrotto potrebbero giungere ad intaccare importanti finzioni biologiche e neurali come quelle cognitive.
5 Consigli per Favorire il Sonno
Hauri (1982), con il concetto di “igiene del sonno”, si riferisce ad un insieme di fattori ambientali o di fattori legati allo stile di vita soggettivo che può influenzare il sonno sia in senso positivo che in senso negativo.
Come Funziona il Sonno?
Il sonno rappresenta un bisogno primario per l’essere umano almeno quanto l’alimentazione; permettere di ricaricare le batterie, di ristabilire un equilibrio psico/fisico, di accelerare i meccanismi di guarigione fisica e promuove l’elaborazione di esperienze ad alta emotività percepita e la loro integrazione nella nostra storia narrativa.
Insonnia
Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV; American Psychiatric Association, 1994), il manuale che lo psicologo di solito usa per fare diagnosi, prevede si possa parlare di insonnia primaria quando il disturbo presenta una durata di almeno un mese e provoca, nell’individuo che ne soffre, disagio significativo e difficoltà nel funzionamento socio-lavorativo a causa delle sue conseguenze diurne (difficoltà di concentrazione, mancanza di energia, irritabilità ecc..).