A Tutti Sarà Capitato di Vivere Qualche Notte Insonne ma non è Detto che si Tratti di Insonnia

 

Il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-IV; American Psychiatric Association, 1994), il manuale che lo psicologo di solito usa per fare diagnosi, prevede si possa parlare di insonnia primaria quando il disturbo presenta una durata di almeno un mese e provoca, nell’individuo che ne soffre, disagio significativo e difficoltà nel funzionamento socio-lavorativo a causa delle sue conseguenze diurne (difficoltà di concentrazione, mancanza di energia, irritabilità ecc..).

L’insonnia può essere caratterizzata da difficoltà di addormentamento (iniziale), da frequenti e prolungati risvegli notturni (mantenimento), da risveglio precoce al mattino (tardiva), o più frequentemente da una combinazione di queste difficoltà (mista).

Ecco un po di numeri:

Trattamento

Chi soffre d’insonnia e non riceve un trattamento (psicologico, psicoterapeutico o farmacologico) presenta un incremento della vulnerabilità per lo sviluppo di un disturbo depressivo (Ford e Kamerow, 1989), un aumento degli incidenti sul lavoro e dell’assenteismo, ed una generale riduzione dellaqualità della vita (Johnson, e Spinweber, 1983; Kupperman, Lubeck, e Mazonson, 1995; Zammit, Weiner, Damato, Sillup, e McMillan, 1999). Negli anziani con difficoltà cognitive, non ricevere un trattamento relativo all’insonnia è associato ad una più rapida istituzionalizzazione (Pollak, Perlick, Linsner, Wenston, e Hsieh, 1990). Negli studenti universitari invece i problemi d’insonnia si associano ad uno scadimento della performance accademica, ad abuso di alcolici e a un aumento degli incidenti stradali (Jean-Louis, Gizycki, Zizi e Nunes, 1998; Trockel, Barnes e Egget, 2000).

Lo psicologo psicoterapeuta può valutare la presenza e la gravità dell’insonnia primaria tramite scale standardizzate costruite ad hoc.

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